La Cina ha festeggiato in questi giorni il sessantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese con una parata a Pechino che non ha nulla da invidiare alle parate tedesche di Hitler o di Stalin, con fuochi d’artificio ed enormi gigantografie del presidente Hu Juntao, che per l’occasione non ha indossato giacca e cravatta come sempre, ma la giacca di timoniere alla Mao.Con una parata grandissima alla quale hanno partecipato migliaia di militari, di volontari, di giovani, il presidente ha passato in rassegna il nuovo arsenale atomico, spiegando in pochi minuti di discorso che solo il comunismo può salvare la Cina e che per assicurare lo sviluppo del Paese occorre il comunismo e il marxismo.
Una via disseminata di stragi, di massacri di prigionieri di guerra e di civili, di diecina di migliaia di detenuti in prigioni segrete e di lavoro coatto per tutti, in primo luogo per operai e contadini.Ma lasciamo le parole per passare ai fatti, perchè essi nella tragica realtà delle cifre, non hanno bisogno di commento alcuno.
Il segretario Way Min.Ed ecco alcuni dati: dal 1945 al 1951 nella Cina Nord Orientale sono stati fucilati 21.500 prigionieri di guerra giapponesi (in questo numero sono compresi anche prigionieri di guerra trucidati dalle truppe di occupazione sovietica in Manciuria) per il rifiuto di modificare il loro pensiero.
Altri 110mila prigionieri di guerra nazionalisti cinesi sono stati fucilati o sepolti vivi per tentata ribellione fra il 1949 e il 1952; in tali anni altri 25mila prigionieri di guerra nazionalisti sono morti perchè sottoposti a lavoro coatto e maltrattamenti sempre per essersi rifiutati di modificare il proprio pensiero.
Fonte: www.avanti.it
0 responses so far ↓
There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.