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Il crollo del Made in China

March 14, 2009 · Leave a Comment

E' il quarto mese consecutivo in cui l'andamento delle esportazioni cinesi ha il segno meno, ma il dato di febbraio nelle sue dimensioni segna un improvviso peggioramento che mette la Cina in linea con quanto già sofferto dai suoi vicini asiatici (oltre al Giappone anche Corea del Sud, Taiwan, Singapore).
Il nodo dell'attivo commerciale cinese è il pretesto che ha giustificato alcuni passi dell'Amministrazione Obama verso il protezionismo: prima l'accusa rivolta a Pechino di "manipolazione della valuta" da parte del segretario al Tesoro Tim Geithner, poi la clausola Buy American nel piano di rilancio della crescita varato dal Congresso di Washington.
Per quanto riguarda la politica valutaria il primo ministro cinese Wen Jiabao nel suo discorso al Congresso Nazionale del Popolo ha ribadito che l'orientamento di Pechino non cambierà e che la parità del cambio resterà "sostanzialmente stabile".
E' significativo che la voce di investimenti ad aver registrato la crescita più vigorosa (210% su base annua) è stata quella che riguarda le infrastrutture di trasporto, cioè proprio uno degli assi portanti della manovra di investimenti pubblici.

Fonte: http://www.repubblica.it/2008/06/rubriche/piazza-asiatica/crisi-esportazioni/crisi-esportazioni.html?ref=kwhpt2

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